martedì, Febbraio 27, 2024
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La Commissione propone di consentire agli agricoltori dell’UE di derogare per un anno a determinate norme agricole

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in occasione della presentazione della proposta di consentire agli agricoltori dell’Ue di avvalersi, per il 2024, di deroghe alle norme della politica agricola comune che li obbligano a mantenere alcune zone non produttive, ha dichiarato: “Gli agricoltori sono la spina dorsale della sicurezza alimentare dell’Ue e il cuore delle nostre zone rurali. L’impegno duraturo della Commissione viene realizzato attraverso il bilancio della politica agricola comune (PAC), del valore di € 386.7 miliardi, che contribuisce a stabilizzare il reddito degli agricoltori europei, ricompensando nel contempo i loro sforzi in materia di clima e sostenibilità. La misura odierna offre maggiore flessibilità agli agricoltori in un momento in cui si trovano ad affrontare molteplici sfide. Continueremo a dialogare con i nostri agricoltori per garantire che la PAC raggiunga il giusto equilibrio tra rispondere alle loro esigenze e continuare a fornire beni pubblici ai nostri cittadini”.

Questa proposta, che ora dovrà essere votata dagli Stati membri in una riunione di commissione, fa seguito alle manifestazioni che si sono susseguite nelle ultime settimane da parte degli agricoltori che si trovano ad affrontare una serie eccezionale di difficoltà e incertezze. In particolare, l’ultimo anno è stato caratterizzato da un numero considerevole di eventi meteorologici estremi, tra cui siccità, incendi boschivi e inondazioni in varie parti dell’Unione. Tali eventi incidono sulla produzione e sulle entrate, nonché sull’esecuzione e sul calendario delle normali pratiche agronomiche, il che comporta una forte pressione sugli agricoltori ai fini dell’adattamento. Gli elevati prezzi dell’energia e dei fattori produttivi derivanti dall’aggressione russa nei confronti dell’Ucraina, il costo della vita/l’inflazione, i cambiamenti nei flussi commerciali internazionali e la necessità di sostenere l’Ucraina hanno creato ulteriori incertezze e pressioni sul mercato. Anche il prezzo dei cereali è fortemente diminuito rispetto al 2022, il che ha portato il valore della produzione cerealicola nell’UE-27 a € 80.6 miliardi nel 2022 a € 58.8 miliardi nel 2023, con una riduzione di quasi il 30 %. In tali condizioni, l’obbligo di ritiro dei seminativi può avere un impatto negativo significativo a breve termine sulle entrate di alcuni agricoltori.

La proposta della Commissione è attentamente calibrata per garantire il giusto equilibrio tra, da un lato, offrire un sostegno adeguato agli agricoltori che devono far fronte alle numerose crisi di cui sopra e, dall’altro, proteggere la biodiversità e la qualità del suolo. Ad oggi, infatti, per ricevere il sostegno della PAC cui hanno diritto, gli agricoltori devono rispettare un insieme rafforzato di nove norme benefiche per l’ambiente e il clima. Questo principio di condizionalità si applica a quasi il 90 % della superficie agricola utilizzata nell’Ue e svolge un ruolo importante nell’integrazione delle pratiche agricole sostenibili. Questa serie di norme di base è denominata BCAA, ossia “buone condizioni agronomiche e ambientali”. La norma BCAA 8 impone, tra l’altro, di destinare una quota minima di seminativi a superfici o elementi non produttivi. Quest’ultimo si riferisce di norma ai terreni lasciati a riposo, ma anche a caratteristiche quali siepi o alberi. Le aziende con meno di dieci ettari di seminativi sono generalmente esentate da tale obbligo. Oggi la Commissione offre a tutti gli agricoltori dell’Ue la possibilità di essere esentati da tale requisito e di essere ancora ammissibili al pagamento diretto di base della PAC. Anziché mantenere i terreni lasciati a riposo o non produttivi sul 4 % dei loro seminativi, gli agricoltori dell’Ue che coltivano colture azotofissatrici (come lenticchie, piselli o favi) e/o colture intercalari sul 7 % dei loro seminativi saranno considerati conformi al requisito.

Il sostegno della Commissione al settore agricolo è una costante dell’Unione europea. Per il periodo 2023-2027, € 300 miliardi saranno distribuiti agli agricoltori europei nell’ambito dei piani strategici della PAC. Dal 2014 la Commissione ha inoltre approvato € 2.5 miliardi in misure eccezionali a sostegno del settore in risposta a numerose crisi.

Fonte: https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_24_582

https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_24_417