Partita il 1° settembre 2016 per il Regno Unito anna_1
Nome: Anna    età alla partenza: 20 anni
studi: Liceo
lingue: inglese, spagnolo
periodo SVE:  settembre 2016 – agosto 2017 (12 mesi)
paese di accoglienza: Regno Unito
ente accoglienza: PIC no: 944967211
Organizzazione: YMCA Bath Group
Primo contatto con l’ufficio EDIC: luglio 2014

Anna, partita il 1° settembre 2016, svolgerà il suo Servizio Volontario Europeo di 12 mesi  nel Regno Unito presso l’associazione YMCA Bath Group. Anna aiuterà l’associazione di accoglienza nella attività da essa portate avanti, in particolare attività con i bambini
principalmente nella nursery, nei club scolastici e anche nel Centro Benessere e Salute, ostello e caffetteria.
Buon Servizio Volontario Europeo. Appena arrivata Anna ha istituito il suo blog per raccontare la sua esperienza: http://myevsinbath.blogspot.it/

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Agosto 2016
L’ente di accoglienza, YMCA Bath Group, ha pubblicato a fine agosto un post per presentare Anna a tutti i suoi “amici”. Eccolo qui:
“We would like to introduce Anna, our EVS volunteer from Italy, who will arrive to start our new project in September. We are looking forward to welcoming Anna, Marta and Anastasia in just a few weeks now and beginning our next project!
Hi, I’m Anna and I am from Italy. I’m really looking forward to start this great new experience with YMCA Bath as an EVS volunteer.
I think volunteering means adventure, challenge, opportunity to get involved and be part of something really beautiful. I hope this project will be a chance to let people know about Italian culture and at the same time get to know the English one.
I think this is an important opportunity to enhance the youth exchange, in Europe and the whole world, in terms of multiculturalism and respect for each other.
I want to say thank you to YMCA Bath and Europe Direct Trieste for the opportunity they are giving to young people like me, Anastasia and Marta. www.bathymca.co.uk

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REPORT I – ottobre 2016
Find a penny, pick it up, all the day you’ll have good luck.
Sono atterrata in Inghilterra un nuvoloso sabato di inizio settembre; l’autunno alle porte e pioggia all’orizzonte. Un caloroso benvenuto insomma. Ripensando a quel momento però non ricordo i nuvoloni e la prima pioggia inglese, bensì la grande emozione che mi ha avvolta al poggiare i piedi in quella che sarebbe diventata la mia casa per un anno.

Avevo avuto modo di conoscere Marta e Nastia (le mie co-workers per quest’anno) grazie a facebook, avevamo già parlato e ci eravamo già scambiate le nostre impressioni, paure ed emozioni; per questo, nonostante l’enorme aeroporto di Heathrow, è stato facile trovarci e stabilire un buon legame.
Siamo arrivate a Bath a notte inoltrata, di un sabato sera. Ad accoglierci il caos del weekend in una città universitaria.

Il nostro appartamento è situato all’ultimo piano, nel sottotetto, dell’ostello dell’ YMCA, l’associazione per la quale lavoriamo durante quest’anno.
Un bell’appartamento: ognuna di noi ha la sua stanza , la cucina è spaziosa e c’è persino il soggiorno. La vista dalle finestre offre scorci sui tetti di Bath, la cui bellezza è proprio nelle case: essendo Bath cittadina storica (costruita dai romani come meta turistica per le terme) i suoi edifici presentano un’architettura unica in tutta l’Inghilterra. Le case sono basse, non esistono grattacieli nella periferia, e sembrano arrampicarsi sulle colline che circondano la città.

Lavorare in questo primo mese è stato difficile a volte, non per il lavoro in sè, quanto per la lingua e per la cultura diversa.
Il mio volontariato si articola due volte a settimana in una nursery fuori città, due pomeriggi in un After School Club, una giornata nella caffetteria a Bristol e una mattina nella palestra.
La YMCA è un Charity group, il cui obiettivo è offrire un buon servizio a tutte le persone che ne hanno bisogno, tenendo conto dell’individualità di ogni persona e ai suoi bisogni. Inoltre promuove lo scambio di idee e culture: nelle nursery e negli ASC, io, Marta e Nastia abbiamo il compito e il piacere di far conoscere ai bambini i nostri Paesi, dando così l’opportunità, anche a chi non ne ha la possibilità materiale, di “viaggiare” e conoscere di persona culture, abitudini e lingue diverse, sempre in un’ottica di scambio e confronto costruttivo.

Sono davvero felice di essere parte di questo progetto, il quale aiuta a crescere piccoli e grandi, bambini e adulti, in modo sano e con l’attenzione sempre rivolta verso il prossimo, con occhi che non giudicano ma che sanno osservare.

REPORT II – novembre 2016
In Inghilterra il Natale arriva prima: dai primi giorni di Novembre si comincia già a respirare aria natalizia, dalle luci per le strade, alle canzoni nelle nursery.

Passati due mesi sento che ne sono passati almeno il doppio! Vivere in Inghilterra all’inizio può essere dura, per la cultura per certi versi completamente diversa da quella italiana. Può sembrare di vivere in un paese freddo, distante (cosa che si riflette nella scelta degli Inglesi nei confronti della Brexit), ma imparando a decifrare i comportamenti delle persone si scopre un paese aperto alle novità che uno “straniero” può portare.

Nel mio primo report avevo accennato al fatto che a noi volontarie viene richiesto nelle nursery e negli ASC di portare ai bambini esempi della nostra cultura. Un modo per i piccoli di imparare a riconoscere le differenze ed apprezzarle.
Finora ho avuto tante tante soddisfazioni da parte dei bambini con cui lavoro, e ogni giorno mi sorprendo della loro capacità di assorbire le cose che gli insegniamo, a volte inconsciamente. L’altro giorno un bambino mi si è avvicinato “Anna, I know where you come from! You are from Italy! And your flag is red, white and green!” (“Anna, so da dove vieni! Vieni dall’Italia! E la vostra bandiera è rossa, bianca e verde”).

Penso siano questi i piccoli momenti che mi fanno davvero felice, in quanto percepisco che il mio volontariato qui ha un significato importante tanto per me quanto per le persone (bambini, maestre, co-workers…) con cui ogni giorno vengo a contatto.

REPORT III – dicembre 2016
Cosa scrivere di dicembre? O del mio terzo mese in questo Paese… tre mesi non sono tantissimi, ma sono abbastanza per poter dire che ciò che sto costruendo in quest’anno comincia a diventare reale, qualcosa di visibile. Il terzo mese però è anche il primo dei momenti “depressivi” del progetto. sarà anche perchè si avvicina al Natale, ma la lontananza si sente di più e mancano la famiglia e gli amici. Tutto sta nel trovare nuovi amici, fare cose diverse, dopo lavoro non chiudersi in camera con il computer ma uscire, vedere nuovi posti, viaggiare in giro per il Paese.

Mi ritengo fortunata poichè posso dire di avere trovato buoni amici in questa città in questi pochi mesi, il che fa un’enorme differenza.

Molti dei ragazzi che fanno lo SVE  a Natale decidono di tornare a casa, passarlo con la famiglia; io ho deciso di rimanere qua, non che la mia famiglia non mi manchi, ma perchè ritengo che quest’anno lo voglio vivere appieno, e conoscere davvero questa cultura, in tutte le sfaccettature.

REPORT IV – gennaio 2017
Gennaio, mese di freddo, nevischio e ‘lazy days‘.
Finite le feste si torna al lavoro, a quella che ormai è “la solita routine”, dove i piccoli adulti aspettano impazienti nuovi lavoretti ed attività dalle maestre ancora piene di Christmas pudding.

Nello scorso post avevo accennato al fatto che avrei passato il Natale qui e non a Trieste, con la famiglia di Alice, la mia coordinatrice del progetto, assieme anche a Nastia.

Sono state vacanze natalizie diverse dal solito, e per questo, in un certo senso, tra le migliori; ho vissuto in prima fila quello che è il Natale inglese, dalla messa di mezzanotte in Abbazia, al tacchino con gli sprouts al pranzo del 25.
La messa natalizia è una delle cose di cui devo assolutamente scrivere:
l’ora di inizio era, al solito, alle 23. Io e Nastia abbiamo pensato a lungo su quale fosse l’orario migliore per incamminarci verso la chiesa, e siamo arrivate alla conclusione che fosse meglio andare per le 22 in modo da trovare dei posti in buona posizione e magari godere dell’ultima mezz’ora del concerto che era in programma prima della messa. Il nostro buon senso ci ha premiate. Siamo arrivate all’Abbazia intorno alle 22.10 e già c’erano una trentina di persone fuori dalla porta ad aspettare; alle 22.30 la piazza antistante era piena e le persone arrivavano fino alla vicina via. Tutti ovviamente uno dietro l’altro in una fila perfetta.

Il pranzo era buonissimo, e l’atmosfera che si respirava era stupenda. La famiglia di Alice ci ha fatto sentire come se ne fossimo parte anche noi.

Solo una cosa: la durata del pranzo… 2 ore. Abituata al sedersi a tavola verso metà mattina e il non sapere quando ci si alzerà, ho avuto difficoltà nel capire se il pranzo fosse davvero finito o se in realtà dovevamo aspettarci altri dolci per colmare il resto del tempo.

Nei giorni tra Natale e Capodanno io e Nastia abbiamo visitato Castle Combe, Gloucester ed Oxford. Freddo gelo, ma ci siamo innamorate (strano…) di ognuna di queste città/villaggi. L’Inghilterra è sempre uguale ma allo stesso tempo ogni luogo conserva una propria magia. Bella in ogni stagione, sempre verde.

Il prossimo sabato abbiamo in programma viaggio di 9 giorni a visitare la parte centrale di questo Paese, e stiamo già cominciando ad organizzare il nostro big travel in Scozia (che realizzeremo probabilmente verso metà giugno).

Il progetto continua a meraviglia, e anche se i luoghi di lavoro sono “sempre quelli”, le novità non mancano di certo, come la voglia di proporre nuove attività e condividere.

Ciò che mi fa molto piacere è che le difficoltà iniziali nelle Nursery e negli After School Clubs, dovute al fatto che siamo “solo” volontarie e non maestre qualificate, alle mille regole di sicurezza e assicurative, pian piano si affievoliscono e sento che riceviamo più fiducia da parte delle maestre e tutor. Ciò ci permette di avere più libertà nel proporre attività ludiche e di insegnamento anche all’ultimo momento.

Anche alla caffetteria in Bristol il lavoro si semplifica man mano, e la grande barriera dovuta alla lingua comincia a sgretolarsi.

Un buon inizio d’anno questo del 2017, speriamo continui così :)