Il discorso pronunciato dal Presidente Juncker sullo stato dell’Unione 2016

Il 14 settembre alle 9.00 a Strasburgo il presidente della Commissione Junckereuropea Jean-Claude Juncker ha pronunciato il discorso sullo stato dell’Unione al Parlamento europeo, passando in rassegna i risultati ottenuti l’anno passato e presentando le priorità per l’anno a venire e il modo in cui la Commissione intende affrontare le sfide più urgenti dell’Unione europea. Tradizionalmente, il discorso sullo stato dell’Unione dà l’avvio al dialogo con il Parlamento e il Consiglio, come previsto nel trattato di Lisbona, per preparare il programma di lavoro della Commissione per il 2017.

Di seguito l’inizio del discorso

Signor Presidente,
Onorevoli deputati del Parlamento europeo,
Un anno fa mi sono presentato a voi e vi ho detto che lo stato della nostra Unione non era buono. Vi ho detto che non c’è abbastanza Europa in questa Unione. Vi ho detto che non c’è abbastanza Unione in questa Unione.
Non intendo oggi presentarmi a voi e dirvi che tutto va nel migliore dei modi.
Non è così.
Dobbiamo tutti essere molto onesti nella nostra diagnosi.
La nostra Unione europea sta vivendo, almeno in parte, una crisi esistenziale.
Nel corso dell’estate ho ascoltato con attenzione quello che avevano da dirmi i deputati di questo Parlamento, i rappresentanti dei governi, i molti parlamentari nazionali e i normali cittadini europei.
Sono stato testimone di molti decenni di integrazione europea. Molti sono stati i momenti forti. Molti sono stati, ovviamente, anche i momenti difficili, e i momenti di crisi.
Ma mai prima d’ora ho visto così poca intesa tra i nostri Stati membri. Così pochi settori in cui sono disposti a collaborare.
Mai prima d’ora ho sentito così tanti leader parlare unicamente dei loro problemi interni, senza menzionare l’Europa o citandola solo di passaggio.
Mai prima d’ora ho visto i rappresentanti delle istituzioni dell’UE definire priorità completamente diverse, talvolta in aperto contrasto con i governi e i Parlamenti nazionali. È come se non vi fosse più alcuna interazione tra l’UE e le sue capitali nazionali.
Mai prima d’ora ho visto i governi nazionali così indeboliti dalle forze del populismo e paralizzati dalla paura della sconfitta alle prossime elezioni.
Mai prima d’ora ho visto così tanta frammentazione, e così poca condivisione nella nostra Unione.
È tempo di fare una scelta importante.”

Per leggere il resto del discorso qui
Fonte e foto: Commissione europea