Partita il 21 giugno 2017 per la Polonia Senza titolo-1
Nome: Elisa    età alla partenza: 27 anni
studi: laurea italianistica
lingue: inglese, francese, tedesco
periodo SVE:  21 giugno 2017 al 19 agosto 2017  (2 mesi)
paese di accoglienza: Polonia
ente accoglienza: PIC no: 944543321
Organizzazione: Fundacja Rozwoju Międzykulturowego EBU
Primo contatto con l’ufficio EDIC: marzo 2016

Elisa, partita il 21 giugno 2017, assieme a Nicola svolgerà il suo SVE di 2 mesi in Polonia presso l’associazione Fundacja Rozwoju Międzykulturowego EBU.
Elisa parteciperà attivamente all’organizzazione di un campo interculturale estivo per i bambini (5-15 anni) insieme al team internazionale di volontari e nella realizzazione di workshop per adolescenti (15-19 anni) e giovani adulti (20 anni) nell’ambito dell’istruzione interculturale, delle abilità sociali, del volontariato, dell’educazione non formale. Avrà inoltre la possibilità di organizzare eventi interculturali aperti alla comunità locale e partecipare ad azioni sociali, aiutare a diversi compiti manuali presso il laboratorio EBU (centro di informazione e volontariato giovanile) come decorazione, giardinaggio ecc. Elisa aiuterà inoltre nella raccolta di foto e video delle attività e nella loro promozione all’interno dei social media dell’associazione di accoglienza.

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Report I – luglio 2017

Mi trovo a Minsk Mazoviecki, una piccola città che dista circa 40 km da Varsavia, capitale della Polonia.
Il mio EVS si sta svolgendo presso Fundacja Ebu, un’associazione del posto che organizza un summer camp interculturale per tutti i bambini della zona ( e workshop nei villaggi limitrofi) ed eventi culturali durante le settimane di agosto chiamate “Happy Minsk”.

Il mio Sve durerà due mesi e sono partita con altre 15 persone che condivideranno con me questa esperienza. I primi giorni sono stati dedicati alla scoperta di Minsk, alla lingua polacca e ai workshop organizzati dalla nostra coordinatrice, Eliza, per affrontare al meglio il nostro periodo di volontariato: l’importanza della cooperazione in un team, il ruolo del volontario presso la fondazione e altrettanti metodi e sistemi pedagogici ( e non) per approfondire le nostre conoscenze e prepararci al duro lavoro delle settimane successive! I primi giorni sono stati fondamentali anche per fare conoscenza: tutti noi volontari condividiamo una grande casa nei pressi del centro. L’esperienza è decisamente nuova per me che, nonostante gli anni di convivenza universitaria, non avevo mai condiviso una casa con altre 14 persone provenienti da vari paesi dell’Europa; attualmente in casa si parlano 7 diverse lingue (francese, finlandese, italiano, rumeno, portoghese, spagnolo e basco) e si cucinano spesso altrettanti piatti tipici mescolati alle novità polacche: pirogi, i tipici ravioli ripieni di qualunque cosa vi possa passare per la testa, kiełbasa, la salsiccia per eccellenza in Polonia e Barszcz, una dolce passata di barbabietola rossa. E a proposito di dolce…una peculiarità delle mense scolastiche polacche è il pranzo dolce del venerdì (la religione cattolica infatti qui prevede l’assenza della carne nel menu dell’ultimo giorno di scuola) e allora ecco comparire nei piatti riso condito con mela e cannella e pasta al sugo di fragola e yoghurt! Un’esperienza da fare almeno una volta nella vita…ma una volta per gli italiani sembra essere più che sufficiente!

Il summer camp è cominciato lunedì 26 giugno e immediatamente siamo stati catapultati in un mondo fatto di attività, giochi, art & craft e Hansa Kabansa (la cantilena polacca simile al nostro ambarabaccicicocò) con i bambini di Minsk che la scorsa settimana erano circa 150! Certo, farsi capire da bambini che parlano pochissimo l’inglese usando soprattutto i gesti e uno scarno vocabolario personale, non è sempre facile ma abbiamo presto capito che basta alle volte anche solo un gesto o uno sguardo per capirsi al volo e abbattere l’ostacolo, creando con loro un vero rapporto di amicizia e di supporto reciproco.

I ritmi con i bambini al summercamp sono piuttosto impegnativi: circa 8 ore al giorno con due brevissime pause di pochi minuti per mangiare il pranzo prima di procedere con le attività pomeridiane; durante le mattinate della scorsa settimana inoltre ogni volontario ha organizzato dei workshop di lingua straniera per diversi gruppi di bambini generalmente divisi per età: dai 6 agli 11 anni.

Tornati a casa, se non piove, ci rilassiamo in giardino parlando della giornata e condividendo opinioni e suggerimenti; una volta a settimana si svolgono poi le serate a tema, questa volta ad esempio l’attività è stata dedicata alla cultura spagnola in una commistione di tortillas de patata, tradizioni e curiosità della penisola iberica. Il week end è invece spesso utilizzato per viaggiare e visitare altre città della Polonia o di paesi limitrofi: ho passato lo scorso sabato visitando la città vecchia di Varsavia e il ghetto ebraico dove ho finalmente avuto la possibilità di scoprire il museo della storia degli ebrei polacchi, il più grande e famoso in Europa per quanto riguarda la cultura ebraica di cui sono da sempre molto appassionata. Varsavia è una città complessa e particolare: alterna aree grigie dalle architetture piuttosto brutte di stampo comunista ed enormi grattacieli di vetro che si impongono sullo skyline della città a centri storici come la città vecchia, la città nuova e il ghetto, finemente ricostruiti dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale che avevano raso completamente al suolo la città.

Le prossime settimane ci vedranno impegnati come gruppo di globetrotters fra i villaggi di Minsk e la nostra settimana di vacanze che stiamo già cominciando ad organizzare…quindi, alla prossima e Do widzenia!