Brexit: avvio ai negoziati UK-UE

Il 31 gennaio alle 23 britanniche, mezzanotte in Italia, il Regno Unito è uscito dall’Unione europea.

Sono stati anni lunghi durante i quali si sono succeduti diversi eventi, anche contrastanti. Ma vediamo quali sono stati i punti fondamentali della Brexit, dal referendum del 2016 ad oggi.

  • Il 23 giugno del 2016 il Regno Unito ha chiamato i suoi elettori alle urne per votare un referendum sulla permanenza del paese nell’Unione europea. Il 51,89% degli elettori ha votato per il Leave -l’uscita, contro il 48,11 a favore invece del Remain – la permanenza, con un’affluenza alle urne del 71,8% dell’elettorato (oltre 30 milioni di persone).
  • Da lì è scaturito un vero e proprio terremoto politico che ha portato l’allora premier David Cameron schieratosi per il Remain, a rassegnare le sue dimissioni. A succedergli l’ex ministra degli Interni Theresa May che il 13 luglio del 2016 riceve l’incarico di trovare un accordo con l’UE. A marzo del 2017 il Parlamento inglese attiva l’articolo 50 del Trattato di Lisbona, la procedura per lasciare volontariamente l’UE.
  • La trattativa per la Brexit inizia ufficialmente il 29 marzo del 2017 e i negoziatori danno due anni di tempo, fino al 29 marzo del 2019 per trovare un accordo. Da qui iniziano i problemi per la premier inglese Theresa May. A luglio del 2018 riunisce i suoi ministri nella residenza estiva di Chequers ed espone la sua idea sulla Brexit provocando le dimissioni dei membri più euroscettici del suo governo, tra cui Boris Johnson.
  • Dopo tre bocciature da parte di Westminster all’accordo di divorzio e tre proroghe  per la data di uscita (l’ultima al 31 ottobre 2019), Theresa May il 24 maggio del 2019 annuncia le sue dimissioni dalla leadership dei Tory il seguente 7 giugno. A succederle l’ex sindaco di Londra Boris Johnson.
  • Il 12 dicembre 2019 si svolgono le elezioni parlamentari per costituire un nuovo governo. Ne esce vincitore il partito conservatore, con a capo Boris Johnson che si pone come obiettivo la realizzazione della Brexit entro il 31 gennaio 2020.
  • L’8 gennaio 2020 il Parlamento di Londra vota contro l’approvazione di un emendamento proposto dal partito Liberal-Democratico all’accordo concordato lo scorso ottobre tra UK e Commissione europea riguardo le misure da attuare una volta che il Regno Unito avrà definitivamente lasciato l’Unione.
  • Il 22 Gennaio 2020, il Parlamento chiude l’iter per la ratifica della legge attuativa dell’accordo sull’uscita dall’UE, aprendo definitivamente la via alla Brexit alla scadenza del 31 gennaio.
  • Il 29 gennaio 2020 il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza l’accordo di recesso del Regno Unito dall’Unione europea. I voti favorevoli sono stati 621, i contrari 49 e gli astenuti 13. Il 31 gennaio il Regno Unito esce dall’Unione europea, si apre così la seconda fase dei negoziati sulle relazioni future fra Londra e Bruxelles.
  • Il 31 gennaio 2020 alle ore 23 britanniche, mezzanotte in Italia, il Regno Unito è uscito dall’Unione europea
  • Per entrare in vigore, l’“Accordo di recesso” deve ora essere sottoposto al voto finale del Consiglio, a maggioranza qualificata.
  • Il 3 febbraio la Commissione europea ha rivolto al Consiglio una raccomandazione per l’avvio dei negoziati di un nuovo partenariato con il Regno Unito.
  • Il 25 febbraio il Consiglio ha autorizzato l’avvio dei negoziati che prendono avvio la settimana del 2 marzo 2020
  • Il periodo di transizione inizia il 1° febbraio e scadrà alla fine di dicembre 2020. Qualsiasi accordo sulle relazioni future UE-Regno Unito dovrà essere concluso prima di tale data affinché possa entrare in vigore il 1° gennaio 2021.
  • Il 30 marzo 2020 si è tenuta la prima riunione del comitato misto UE-Regno Unito, istituita dall’accordo di recesso

Ridistribuzione dei seggi del Parlamento europeo dopo la Brexit
Dal 1° febbraio, il Parlamento europeo avrà 705 seggi, rispetto ai 751 (il massimo consentito dai trattati UE) precedenti al ritiro del Regno Unito dall’UE, il 31 gennaio 2020. Dei 73 seggi del Regno Unito, 27 sono stati ridistribuiti ad altri Paesi, mentre i restanti 46 sono posti in riserva per eventuali futuri allargamenti. Tutti i nuovi deputati sono stati eletti alle elezioni europee del maggio 2019.
Alcuni nomi sono già stati confermati, mentre altri sono ancora in attesa di notifica. Tutti i nominativi possono essere consultati sulla pagina web dedicata, costantemente aggiornata.

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Fonte e immagine: Parlamento europeo