nome: Karen      età: 25KarenKante
studi: laurea in scienza della formazione  lingue: sloveno, inglese
primo contatto con l’Ipe: novembre 2004
partenza: ottobre 2005

Karen è da circa un mese atterrata in Spagna (Castellón) presso l’associazione Completo Socio-Educativo “Penyeta Roja”. Qui si occuperà dei bambini seguiti dal centro di assistenza, punto di riferimento per tutta la regione.
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Il suo primissimo REPORT (novembre 2005)
Ho deciso do partecipare allo Sve per poter vivere e lavorare per un determinato periodo in un altro paese.E ora mi trovo in Spagna, piu’ precisamente a Castellon de la Plana, città a un’ora da Valencia e circa tre da Barcellona. Vita tranquilla, 4 km dal mare, vicina al deserto de las Palmas.
Vivo in un appartamento con altre 4 volontarie, due tedesche, una francese e una greca, dormo in una stanza doppia con la ragazza francese, l’appartamento è grande e comodo.
Il progetto al quale sto prendendo parte si svolge nel centro socio-educativo Penyeta Roja, a 20minuti circa dalla citta’.Il centro e’ molto grande, e comprende un asilo nido, un asilo, una scuola di sport, un centro di educazione speciale e una residenza per i bambini che per vari motivi vivono là. Io lavoro nel centro di edecazione speciale, con tre bambini di 3-4 anni, che soffrono di varie sindromi. Il lavoro consiste nell’aiutare l’insegnante, fare qualche mini attivita’ con questi bambini, ma è un processo molto lento, visto che questi bambini trovano molte difficoltà nel fare qualsiasi cosa.
L’accoglienza è stata molto calda, e al lavoro mi trovo molto bene, trovo il mio spazio.Se serve qualcosa sono sempre pronti a darti una mano.
Due volte a settimana ho il corso di castellano, ma qui in tanti parlano valenciano-che si puo’ anche capire. Tutto sommato va tutto bene, ora fa freddo, la gota fria, la chiamano, speriamo in giorni migliori, ciao ciao, karen

Il secondo REPORT (gennaio 2006) con gli auguri di buon anno
Ciao a tutti e bon any!( in valenciano)
Qua a Castellon va tutto molto bene, le giornate volano e per questo ogni tanto mi dimentico di scrivere, ci sono tante cose da fare e posti dove andare che veramente, internet va a finire in secondo terzo piano….
Però ora scriverò qualcosa, non so esattamente cosa, visto che qua ogni giorno succede qualcosa di nuovo, ma mi impegno, dai…
Il progetto procede, al lavoro nel centro educativo tutto va a meraviglia, le colleghe molto vicine, rispettano le mie opinioni, si lavora insieme e mi viene dato veramente molto spazio, che cerco di usare nel migliore modo possibile.
Nel periodo prima di Natale(adesso dopo due-tre settimane di assenza non so come sarà, in effetti), i bambini hanno cominicato a riconoscermi e a prendermi anche come punto di riferimento, nel senso che mi cercano (ricordo che sono bambini con sindromi diverse) e anche il rapporto con i ragazzini più grandi è decisamente migliorato, a dimostraizone che spesso il tempo gioca a nostro favore.
Gli orari di lavoro (5 ore al giorno piu’ viaggio con l’autobus di 30 minuti) mi permette di svolgere altre attività: la scuola di lingua, dove imparo il castigliano (anche se sono una malaestudiante, visto che non ci vado proprio sempre), un corso di balli popolari al museo della città, corso di valenciano in cambio di italiano, uscite con amici amiche o quant’altro…
Il mio tutor e’ molto disponibile, quasi ogni giorno ci troviamo per un caffe’, si parla e ci dà consigli e informazioni sulla storia e sui luoghi di interesse della citta’.
La situazione direi che è molto buona, anche facendo poi qualche paragone con gli altri volontari conosciuti, che partecipano ad altri progetti a Castellon o a Valencia. Tenemos suerte, come dicono qui. Con le altre volontarie-coinquiline ci troviamo molto bene, usciamo insieme e si è stabilito un rapporto di mutuo aiuto.
Devo dire che all’inizio era un po’ dura, nuovi posti, nuove persone, nuova lingua, ma una volta ambientata è andato tutto bene. Oggi per inciso è l’ultimo giorno di vacanza, domani si ricomincia a lavorare…

Ormai è tutto finito : è da più di un mese che sono tornata in Italia, dopo 8 mesi passati a Castellon, Comunidad Valenciana, Spagna. Anche su richiesta della mia organizzazione di invio, è ora di fare un due conti, delle riflessioni a posteriori. Sono felice di aver fatto questa esperienza, ho avuto la fortuna di incontrare persone diverse da me,  altre volontarie, con le quali convivevo e con le quali ho potuto condividere momenti belli, brutti, divertenti e tristi, molti spostamenti e anche qualche problema. La gente di Castellon ci ha accettato bene, confondendoci comunque sempre con immigrate rumene (gruppo molto numeroso a Castellon), e nei momenti “critici” c’è sempre stato qualcuno pronto ad aiutarci. Le differenze tra noi” volontarie” e gli abitanti di Castellon erano evidenti, ma questo non ci ha impedito di intrecciare amicizie e di vivere momenti di forti discussioni.
Nell’ambito del progetto ho conosciuto persone che mi hanno insegnato molto, ho avuto modo di apprendere molto e di confrontarmi continuamente con realtà diverse dalla mia/e.
L’organizzazione di accoglienza, ovvero la Diputaccion de Castellon (la Provincia) è stata presente fin dall’inizio, sia nei momenti di bisogno che in quelli di routine. Gli incontri con il tutor regolari e informali, con buona dose di informazione riguardo a feste locali, gite etc etc…
In sostanza l’ho passata bene: il rimborso spese mensile bastava  per  stare a Castellon  e ogni tanto andarsene, dell’affitto e delle spese si occupava l’organizzazione di accoglienza, così come dei corsi di castigliano.
Non saprei come descrivere la realtà del posto,  in fondo ognuno se la costruisce un po’ come vuole. Noi, da parte nostra, appena potevamo ce ne andavamo. Non c’era il desiderio di andare a fondo a quella realtà, nonostante la partecipazione a svariati progetti locali, un po’ perché, almeno io, ho vissuto tutto questo come una specie di parentesi, e un po’ per  cercare-trovare qualcosa di piu’ “consono” a quello che volevamo. E’ stata un’occasione importante per prendersi un po’ di tempo, vivendo bene e senza problemi eccessivi. C’è stato anche qualche problema, chiaro, ma si è sempre cercato di risolvere tutto (anche sbagliando).
Avevo deciso di partecipare a questo progetto perché mi dava la possibilità di lavorare con i bambini e i ragazzini, e contemporaneamente stare qualche tempo all’estero. E’ un’opportunità, specialmente se non si hanno molte “risorse”.
E così, questo è quanto, suerte, karen