Filippo – IRLANDA – Inis Mor, Aran Islands (luglio 2005 – luglio 2006)

nome: Filippo         età: 22testina
studi: maturità artistica   lingue: inglese
primo contatto con l’Ipe: ottobre 2004
partenza: luglio 2005

Primissimo volontario autosufficiente: i suoi compiti includono il mantenimento di animali e giardini, tagliare la legna, costruire muri, piccoli lavori di carpenteria, cucinare e prestare cura all’economia domestica. E ci resterà un anno in questa isoletta al largo di Galway !

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Sarà la solitudine, sarà il suo animo artistico ma sta battendo ogni record per quanto riguarda le sue “note di soggiorno”. Che diventi uno scrittore “da grande”?
Le sue primissime impressioni? Eccole:
“Non so bene da dove cominciare per raccontare quest’esperienza sulle isole Arann.
In questo momento sono seduto sulla scogliera occidentale nel punto piu a nord dell’isola principale Inis Mor, Arainn in Gaelico. Inutile specificare che sta piovendo come accade piu o meno spesso da queste parti,anche se delle belle giornate di sole non mancano e alle volte ci scappa pure un bagno nell’oceano sulle poche spiagge di sabbia granulosa… Gia l’oceano, non l’avevo mai visto prima cosi sterminato con questo suo colore livido,che si schiarisce in un azzurro-smeraldino fino al bianco spumoso ad ogni imponente onda. E poi la roccia di queste scogliere,questo calcare che costituisce il cuore di tutta l’isola… Che atmosfera calda su quest’isola dove tutti ti salutano con un “How are you?” anche senza conoscerti e son pronti a far amicizia e ridere assieme a te davanti alla prossima pinta di Guinnes, che qui non occorre dirlo ha tutto un altro gusto…  E inevitabilmente si passa dalla prima pinta alla seconda e cosi via mentre si chiacchera e si ascolta la musica dal vivo che qui c’e ogni sera e in tutti i pub. Musica che va dalle cover di U2,Queen e quant’altro di poco interessante, fino alla tradizionale che riesce a evocare atmosfere magiche e malinconiche che ti fanno pensare a tutte le persone che vorresti fossero li con te! Atmosfere magiche come quella che c’e ora mentre guardo il magnifico faro dipinto a fasce bianche e nere, la pioggia irlandese mi bagna il viso e io sogno altri viaggi, altre magiche mete da scoprire…..magari con qualche compagno di viaggio……..”

Altri appunti d’inizio settembre:
La mia vita nell’Organic Farm ovvero100 tecniche per l’autosufficienza.
08.45 am. apro gli occhi e vedo le goccie di pioggia scivolare sul vetro del mio lucernario.Un’altra mattina uggiosa,come direbbe un mio amico “il solito di solito in Irlanda”. Per un po’ mi rigiro assonnato nel letto poi dopo avere controllato l’ora(le 09.00) mi alzo e, sempre stordito dal sonno, mi avvio al piano di sotto dove Anne, la mia coinquilina Lussemburghese,ha già preparato una ricca colazione a base di pane tostato,porridge,miele,marmellate varie e un cappuccino con una schiuma che solo lei sa come fa a venirle cosi bene:voglio dire sbatte il latte a mano!! Alle 09.30 mi sposto nel “cantiere” dove lavoro:si tratta dell’estensione della casa della famiglia che dirige l’organizzzione dove sono ospitato. Niente di “huge” come dicono loro,ma ho il mio da fare….al momento ho appena finito di montare uno dei due pavimenti in legno,una faticaccia ma e venuto bene! Nei prossimi giorni mi aspetta il soffitto,il bagno i mobili…e tutto il resto per completarla. All 01.00  mi fermo per andare a pranzare con gli altri volontari;oggi Alizja,la volontaria polacca,ha raccolto della lattuga fresca e ci sono le immancabili patate(mai restare senza) e i fantastici pomodori chea casa mia non sono cosi buoni(mi chiedo come sia possibile!) Poi di nuovo al lavoro,questa volta nell’orto, a togliere le erbaccie,curare il giardino e raccogliere i prodotti maturi:le nostre carote,i pomodori,i cetrioli,le zucchine,la salvia e altro ancora…
Ed infine ecco che arriva l’ora della cena. Qui nell’Organic Farm mangiamo molto presto(come le
galline che nutro ogni giorno)alle 05.00 pm,non ho ancora capito perche,forse per avere piu tempo per le
attivita libere dopocena……

Primissima eccezione per Filippo, il “nostro” ironman che sembra resistere senza problemi nell’isoletta sull’Atlantico.
Visto che Filippo ci scrive regolarmente e che ci ha spedito una miriade di splendide foto…
Come non non dare spazio alla sua vena di scrittore-fotografo? Visto che il suo “file” era già tutto utilizzato gli concediamo volentieri un “file” bis. Pronti a ripeterci anche per i suoi imitatori in futuro… Eccolo nella foto a lato in edizione “domatore di tigri” e con classica barba irlandese.

Ultimissime news di fine settembre…
Sarei dovuto andare  a dipingere gli esterni di una casa stamattina,ma  non c’era verso di svegliare John dopo la serata di ieri al pub.Qualche volta io e lui facciamo qualche lavoro extra per mettere un po’ di soldi da parte(non solo per il pub). Cosi alla fine ho deciso di uscire con Laura (una ragazza francese) e Marlies (la volontaria olandese),due mie coinquiline,destinazione The Black Fort (also known in Irish as Dùcathair).
Le condizioni atmosferiche sembravano stabili (nuvoloso con vento)anche se una frase simile può suonare ironica in Irlanda e in particolare su un isola che si affaccia sull’Atlantico;cosi ci siamo incamminati e dopo circa quarantacinque minuti trascorsi su un sentiero sterrato nella landa rocciosa e desolata che costituisce  la maggior parte dell’isola siamo arrivati alle scogliere dove si trova questo forte costruito in pietra che risale a circa 3000 anni fa e che veniva usato per celebrare dei riti religiosi. Ora, le cose sono cominciate a cambiare da questo punto: il vento si è fatto piu forte e ha cominciato a piovere (prima solo a light mist ma poi è diventata heavy mist, e non è piacevole);cosi abbiamo deciso di incamminarci verso casa.Ma è ovvio che non poteva essere cosi semplice, non qui.
Dopo un po’ la pioggia si è rinforzata e pure il vento e cosi noi pur avendo our raincoat ci siamo lavati dalla testa ai piedi;ma mentre eravamo on the way home non abbiamo resistito alla tentazione di una cioccolata calda e alcune fette di torte fatte in casa (carrot cake -beautiful- chocolate cake and apple pie) che ci sono state servite nel simpatico Cafè vicino al supermarket. Infine dopo esserci ristorati siamo tornati a casa dove after have taken a shower ci siamo seduti  con un tea caldo alla menta (che raccogliamo nell’orto della casa) a leggere un libro di fronte alla fiamma calda del fuoco che Anne (la volontaria lussemburghese) aveva nel frattempo acceso.