Ultimo aggiornamento: 16.4.15 – in fondo alla pagina trovate il suo ultimo report, ad un anno e mezzo dal suo SVEfoto Aurora

Nome: Aurora  età 19
studi: Scientific high school degree    lingue:italiano, inglese
primo contatto con l’Eu Direct: Agosto 2012
partenza: settembre 2012

Aurora è un’ altra volontaria fortunata che è volata in Spagna per svolgere lo SVE, esattamente a pochi chilometri da Madrid. Partita come last minute a settembre 2012 vivrà ben 12 mesi in Spagna. L’ente di accoglienza è “Asociacion desarrollo pedagogia curitiva y socioterapia de Rudolf Steiner. Aurora lavorerà nella casa famiglia Casa del Sol appartenente al soggetto ospitante. Sarà impiegata in attività direttamente connesse alla cura delle persone con disabilità intellettiva, aiuterà durante i pasti e la loro preparazione, e di altri festival organizzati per intrattenere e per rendere attivi gli ospiti della casa famiglia. Aurora collaborerà anche nell’organizzazione e nella preparazione di attività e di svago mentre sarà in grado di imparare lo spagnolo!
Buona fortuna Aurora e in attesa delle tue testimonianze..

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Ci tenevo ad avvisarvi che qui in Spagna sta andando davvero molto bene! jorge e le altre persone che lavorano qui sono davvero in gamba e ci tengono molto a dire subito in principio qualunque tipo di problema, il che mi piace! E’ molto facile comunicare con la gente e sono tutti molto solari e gentili :D tutto e’ diecimila volte meglio di come immaginavo…

06 settembre 2012,ore 14.03
L’ aereo e’ decollato da poco piu’ di un ora, ma io non ho ancora assimilato questa nuova realta’ che sto per conoscere. Lacrime inonadano il mio volto al pensiero di non rivedere la mia famiglia,i miei amici per un anno, ma sento che e’il momento giusto.Melodie soavi nel frattempo si mescolano con i miei pensieri, le mie emozioni. Il momento della verita’ e’ arrivato: un nuovo mondo si e’ presentato alla mia porta, e come piu’ persone che tengo nel cuore mi hannodetto, saro’ forte abbastanza. Mi sento pronta ad affrontarlo e a viverlo con un sorriso e tanto entusiasmo nel cuore. Le parole di Roberto Benigni risuonano nella mia mente: “INIZIARE UN NUOVO CAMMINO SPESSO CI SPAVENTA, MA DOPO OGNI PASSO CI RENDIAMO CONTO DI QUANTO FOSSE PERICOLOSO RIMANERE FERMI”.
Certo pero’ e’che il tutto non e’ proprio facile. Proprio nel momento in cui un vecchio capitolo della mia vita si chiude,mentre sono in volo, realizzo quanto ho seminato a Trieste, e quante persone meravigliose mi stanno accanto! Mai avrei pensato!! Nel frattempo terre sconosciute si stagliano sotto di me.  Sento che l’aereo si muove, e il mio cuore inizia a palpitare,ma di gioia. Un balzo interiore finora sconosciuto. Ascolto “ride on” dei Cruachan, e mi sento partecipe a questo volo.Serenita’ e tranquillita’ miste a malinconia e tanta, tanta paura! Verranno a prendermi all’aereoporto?Mi trovero’ bene? Intanto chiudo gli occhi e cerco di rilassarmi!

07 settembre 2012 ore 10.41
De Andre’ e Max Pezzali cantano per me attraverso il mio cellulare canzoni che non mi fanno dimenticare il dolce suono dell’italiano. Sono qui da meno di un giorno, eppure mi sento gia’ a casa.Nel posto giusto al momento giusto. Mi sto gia’ abituando allo spagnolo e all’inglese, mentre la mia compagna qui mi insegna alcune parole in polacco. E’ tutto cosi’ stimolante ed eccitante!

13 settembre 2012 ore 23.40
E con oggi una settimana esatta! Per la prima volta ho sentito momentaneamente la mancanza di casa, ma in fondo e’ giusto :) E” bastato chiamare casa, chiachierare un po’ con le due ragazze polacche che vivono con me qua a “Casa del Sol” ( una clinica perpersone con disabilita’ mentali) per far passar tutto quanto!Oggi e’ stata proprio una bella giornata: ho passato il pomeriggio a far un po di foto con M. una chica troppo dolce con un lieve ritardo mentale, e altri chicos. Poi mi son messa a ballare un po’ con J.M. Sorrisi autentici continuano a presentarsisul mio volto grazie alla semplicita’della vita qui! Credo che imparero’ parecchio da loro durante quest’anno…

21 settembre 2012
Un buon té al mio fianco mi aiuta a rilassarmi… Quello che sto vivendo si sta rivelando sempre più un viaggio interiore che mi sta aiutando a conoscermi meglio. Mi ascolto.Mi pongo domande. Mi pongo domande a cui spesso non so neppure trovare una risposta, o forse per ora non voglio trovarla.Comprendo quanto abbia cercato per tutta la mia vita di essere “perfetta”, una persona simpatica a tutti quanti. Comprendo quanto mi sia interessata di più del pensiero altrui che del mio. Quante imposizioni sociali fluttuano nella mia mente. Perpetua a insidiarsi nella mia mente infatti quella vocina che mi dice: “Tu devi”: tu non devi star sola, devi trovar il tempo per star con gli altri, devi uscire sempre a far baldoria, far amicizia con tutti. Se stai troppo tempo per conto tuo ti s’invecchia l’anima. TU DEVI VIVERE. Ed è quello che sto facendo. Io come chiunque altro. Ma sto vivendo per me stessa, o per gli altri? Una domanda che credo tutti si pongono almeno una volta nella vita. Pirandello aveva ragione nel dire che ogni persona che incontriamo si crea un’immagine differente di noi e nessuna rifletterà mai la nostra vera essenza.Siamo “uno, nessuno, centomila”. Siamo un flusso in continuo e indomabile movimento. Perché dannarsi tanto? Perché pensare continuamente a ciò che gli altri possono pensare?

28 settembre 2012
Giorni che sento il bisogno di scrivere. Finalmente il mio cuore si può liberare del grosso peso che lo attanaglia. Sprigiono i miei pensieri, le mie emozioni. Ultima notte in Galicia…mi sono innamorata di Santiago de Compostela, dell’aria che si respira, del tempo che s’incide nell’aria. Eppure queste giornate non sono state per nulla facili: ho compreso per la prima volta il significato della parola solitudine. Quando non ti trovi bene con le persone che ti circondano. Quando non c’è la tua famiglia, quando non ci sono i tuoi amici…tutto quell’intorno di affetti famigliari pronto ad aiutarti a sollevare. Pronti a donarsi un abbraccio. Ho compreso il significato di un semplice gesto. Il valore di quelll’abbraccio con la A maiuscola. Eppure ora sorrido. Per quanto dura, quest’esperienza ha rappresentato una svolta nella mia vita. Anche questo significa crescere: accettare le esperienza più difficili e imparare da esse.
…Frase letta in un bagno: “La vida es la continua maravilla de existir”

2 ottobre 2012
Assurdo pensare che fino a pochi giorni fa stavo veramente male, mentre ora mi sento così piena di energia. Sensazione di familiarità nella mia casa; qui, a Pozuelo de Alarcón. Sensazione di benessere! Qui le giornate sono ricche: ogni giorno trovo qualcosa da fare. Sento che sto vivendo appieno. Le ore passano velocemente, faccio così tante cose in un solo giorno che mi sembrano passare settimane. Domani seconda lezione di spagnolo. Quante cose da apprendere, quanti progetti…

4 novembre 2012
Sulla via del ritorno, dinnanzi a queste rotaie che preannunciano l’arrivo del treno, mi fermo.
“Rambles blues” scandisce il mio tempo e i miei pensieri, orientando le emozioni verso un nuovo mondo, *una nuova vita*.
Madrid mi sta cambiando.
Il meeting a livello europeo per parlare della crisi in centri occupati, agorà99 sicuramente l’ha fatto.
Ha segnato l’inizio. Un cambiamento che non so dove mi condurrà.
CHI diventerò.
Ora però, voglio semplicemente lasciarmi trasportare dalla marea, vedendo giorno dopo giorno la vita che sto lasciando alle spalle, quello che sto vivendo, quello che si sta formando e si formerà.
…Visualizzando questo nuovo mondo che si affaccia dinnanzi a me.
Voglio esserne partecipe.
Voglio uscire dal guscio dell’individualismo. Dal tunnel dell’astrazione.
Del “niente cambia”.
Mi sento serena, con tanta voglia di fare, di scoprire.
Non mi sono ancora specchiata, eppure so che i miei occhi, il mio sorriso
non sono più gli stessi.
Mi sento bella.
Avevo ragione nel dire che il non piacermi con quel determinato taglio di capelli avrebbe riflesso il processo di evoluzione che è in atto dentro di me.
*AMO LA VITA*

Ogni giorno mi sento sempre più fortunata e grata per ciò che ho avuto, per ciò che ho. Per ciò che avrò. Che sia buono o cattivo.
Mi sento grata per le persone che m’han circondata.
3 giorni che porterò nel cuore.
Non so dove mi porterà questo vento spagnolo, che vita vivrò.
Sono sicura che sarà P-I-E-N-A.
Mi sento dentro ad un film.
Quanta voglia di vederlo iniziare.
Ora però…CASA.
Il mondo del qui ed ora è ovattato, speciale, meraviglioso.
Mi lascio cullare dalla musica, mentre dalla finestra si distende un paesaggio meraviglioso.

2 dicembre 2012
E ora mi fermo e assaporo l’attimo.
L’avventura ricomincia, anche se forse non s’era mai fermata.
Eppure questa settimana nella mia dolce Trieste per me fu come vivere in una bolla.
Tra un’ora e venti però l’aereo mi trasporterà nuovamente a Madrid: lì la mia vita ricomincerà proprio dove l’ho lasciata; con un’altra ottica, un’altra prospettiva.
Comprendo sempre più quanto sono cambiata; quanto sto cambiando.
Sono più serena, più indipendente.
Sto uscendo dagli schemi creati durante gli anni.
Torno a Madrid con l’animo in pace, sapendo di aver risolto ogni possibile o reale conflitto. E se c’è una cosa che ho imparato, o per lo meno spero di averlo fatto, è l’importanza di risolvere di petto i problemi, faccia a
faccia.
Nascondersi dietro alla tecnologia è una fuga che crea più problemi che altro.
L’importanza della parola verbale è qualcosa che non voglio perdere, non voglio lasciar entrar nel mio animo negatività: che fluisca sul mio corpo come fa l’acqua della doccia.

15 dicembre 2012
La mente viaggia lontano in luoghi che probabilmente non vedrò mai. La mia testa sbatte contro un palo e io mi ritrovo in mezzo al nulla.
Il bianco circonda tutta la mia vita, mentre mi sento attorniata da mille possibilità, mille colori e mille pensieri.
Che ne sarà di me?
In questi ultimi due giorni m’han detto che riesco a vedere ciò che si cela dietro alle persone. Sarà vero?
Parole che sicuramente colmano il cuore di gioia, però mi fanno capire anche quante cose in realtà non so. L’ignoranza e le domande regnano sovrane.
Ho una sete di conoscenza che non si sta tuttavia riempiendo come vorrei.
Pigrizia un po’ mia probabilmente…
Penso alla gioia che il mio cuore ha provato durante questi giorni, all’amicizia speciale che si sta creando con Margitta, l’altra volontaria.
Penso alle chiacchierate fino alle 2.30 di mattina con la mia coinquilina, quella con cui inizialmente il rapporto era problematico.
Penso al film visto ieri: “El aceite de la vita” ( L’olio della vita ).
Qualcosa che fa riflettere non poco.
Quante volte non accettiamo la natura e vogliamo risolvere tutto con il potere della scienza?
Quanta paura abbiamo della morte?
Progresso si, però nel mentre cosa ci perdiamo?
Dubbi…

3 gennaio 2013
Mi fermo qui, in questo parco.
I piedi scalzi toccano l’erba, mentre il sole avvolge il mio petto, i miei occhi. Focalizzo l’attenzione sul canto degli uccelli, sul rumore del rio d’acqua, ma il ronzio metallico della città vuole dominare il tutto.
Provare forti emozioni per il semplice aver accarezzato un albero.
Qui, sotto il sole, distesa sull’erba, il tempo è ben speso.
Periodo di dubbi e pensieri tenebrosi questo.
Dubbi sulla mia vita presente, su come (non) la sto vivendo, su  come vorrei viveral. Dubbi sulla mia vita futura. Dubbi sulla vita di per sè.
Voglia d’esser più partecipe al tutto; me lo ripeto da quanto sono qui, o forse anche prima.
Piccoli grandi cambiamenti sono stati fatti, ma mi sento sola.
Eppure tanti gruppi sono uniti, e sono molto più avanti di me. Eppure sono io ad aver in mano la mia vita, io che posso cambiarla.
Queste vacanze in casa senza far grandi cose, passando tanto tempo in casa sono stati duri, ma han servito.
Devo darmi una svegliata e smetterla di pensare alla mia vita in maniera utilitaristica.
Contemplare il tutto, contemplando il nulla.

 30 giugno 2013
Cammino con la mente assorta nei pensieri. Passo dopo passo, mi dirigo verso la mia casa spagnola; apro la porta e… una valanga di immagini, di emozioni che prendono vita si presentano dinnanzi a me.
Sorrisi.
Lacrime.
Litigi.
Crisi esistenziali.
Vita e vitalità.
Vedo il mio volto quei secondi prima di tirarmi da un ponte: la paura, la voglia di superarla, di oltrepassare i miei limiti.
La sensazione di “posso farcela”, che caratterizza questo mio viaggio, questo mio regalo che è lo SVE.
Vedo persone, centinaia di volti il cui nome mi sono dimentica, ma che m’han lasciato qualcosa quel qualcosa che non dimenticherò…Incontri occasionali, conversazioni esistenziali  con sconosciuti che aprono la mente.
Vedo il brasiliano che vive in Germania conosciuto alla stazione, con cui ho parlato per ore e magari un giorno rincontrerò, o quello spagnolo che vive in Francia.
Vedo l’unico madrileño di cui mi sia innamorata, ma che non vedo da tanto.
Vedo la donna conosciuta al teatro e mi pare di conoscere da una vita.
Vedo  tante persone, troppe…Vorrei poter parlare di ciascuna di loro,  ma purtroppo non c’ho lo spazio sufficiente per dedicarle il tempo dovuto.
Vedo le altre volontarie con cui condivido questa esperienza: l’amicizia, ciascuna differente, che ho instaurato con ciascuna,anche quella che all’inizio odiavo e mi prendeva male all’idea di dover vivere un anno insieme.
Vedo  in questi mondi, queste vite tanto diverse e tanto simili alla mia.
Gli occhi cambiano colore, e il cuore si ferma un secondo nell’attimo in cui mi soffermo su quei alcuni volti diversi dal “normale”, da ciò a cui siamo abituati, che tanto amo.
Volti che mi mancheranno. Le loro frasi uguali e ripetute fino all’esasperazione giorno dopo giorno.
Volti dei miei chicos, i miei ragazzi: le persone con disabilità mentale con cui vivo e lavoro.
Sono entrata dentro il loro mondo in una maniera tale che non mi sarei mai immaginata.
Quanto ho imparato! Quanto ho ancora da imparare…
Ho compreso la pericolosità del super-protezionismo; quante capacità che si possono sviluppare in loro, ma anche in noi stessi. Quanti pregiudizi abbiamo riguardo questo mondo, quanto siamo ignoranti al riguardo.
Mai mi ero fermata a pensare, a immaginarmi che pure loro possono avere relazioni d’amore, che sono capaci di innamorarsi, ma anche di tradire.
Per non parlare poi della capacità di cucinare, di pulire, di essere autonomi, saper prendere il treno e la metro da soli ( alcuni pur non sapendo leggere ) e andar a farsi un giro con gli amici a Madrid.
Ho appreso che dentro di noi abbiamo molte più capacità di quello che pensiamo, solo che le nascondiamo, le reprimiamo, o lo facciamo con gli altri per paura di uscire dalla “zona di confort”, per paura dei rischi che si possono correre, quanto sia importante la creatività.
Ho imparato, a non arrendermi, a non bloccarmi dinnanzi alle difficoltà, proprio come una donna cieca con “problemi mentali” capace di lavorare a maglia, che realizza puzzle pur non vedendo i colori.
Ripenso ad una donna trent’enne conosciuta in un corso di difesa personale e ad un’altra con “problemi mentali e fisici”: ricordo quante lacrime, quanti “non ce la faccio” ho sentito pronunciare dalla prima a causa delle difficoltà nell’apprendere un esercizio nuovo. Della seconda invece non dimentico come dopo essere caduta, ferendosi al ginocchio durante la visita ad un parco nazionale, inizialmente si sia lasciata convincere a tornare indietro ed aspettarci in un bar con una operatrice, per poi ritrovarcela alla fine della visita l’abbiamo vista camminare a testa alta; lentamente ma col sorriso sulle labbra dicendo  ”sarebbe stato un peccato non poter vedere questo parco meraviglioso e restar ferma ad aspettarvi”.
Durante i miei di momenti difficili mi son detta più volte: quale donna voglio essere? E la risposta è sempre stata la seconda. Il suo coraggio, la sua forza di volontà m’è servita da esempio.
In fondo, cos’è la normalità ? Questa la domanda chiave di tutto.
Come possiamo tracciare una linea che differenzi le persone “normali”, da quelle che non lo sono?
Tra quelle capaci di prendere decisioni, di votare, di scegliere, e quelle che invece non possono…
Dubbi che si sono seguiti per mesi, concludendosi con un: ” non esiste la normalità, esiste il diverso”. E dobbiamo imparare ad accettarlo e sfruttare nel migliore dei modi.
Isaan Newton disse che “La unidad es la variedad, y la variedad en la unidad es la ley suprema del universo” , ossia l’unità è la varietà, e la varietà nell’unità è la legge suprema dell’universo.
Poche parole che però descrivono perfettamente la conclusione a cui sono arrivata.
Il mondo in cui sono entrata; quello di queste persone m’ha aiutata a comprendere meglio me stessa e la realtà che mi circonda: in loro possiamo vedere con facilità riflesso di noi stessi.
Il loro non controllare le emozioni, la maniera che c’hanno di viverlo- nel bene e nel male- in maniera totale aiuta a comprendere meglio la psiche umana. Loro sono lo specchio di noi stessi, semplicemente in essi il tutto è più chiaro e più difficile da capire allo stesso tempo.
Una folata di vento accerchia il mio corpo; riesco a percepire l’energia di questi quasi 10 mesi in Spagna.
Un sorriso malinconico e eccitato si dipinge sulle mie labbra nel pensare che alcune delle mie amiche in un mese finiranno il loro volontariato e torneranno al loro paese; nel rendermi conto che tra poco tornerò a Trieste.
Una fase dalla mia vita ormai conclusa, un’altra che si sta per concludere, e un’altra ancora che sta per iniziare: la magia della vita!
La fortuna che c’ho avuto nel poter “uscire dalla bolla in cui vivevo”, e la curiosità di vivere questi ultimi mesi.
Chissà cosa mi aspetta…

04 settembre 2013
L’animo vola: vola al lato di questo treno che, secondo dopo secondo, corre sempre più veloce attraverso questi binari pronti a riportarmi dove tutto è cominciato: la mia dolce Trieste.
Volano anche i miei pensieri, volano freneticamente, per poi bloccarsi improvvisamente.
Le emozioni al contrario non sanno cosa fare, come comportarsi.
Confuzione, incredulità, paura ed eccitazione fanno un cuartetto un po’ strano, ma sicuramente normale.
Un anno.
E tutto ciò che ho vissuto sembra un sogno.
Un anno.
E Trieste sembra qualcosa lontano anni luce.
M’immagino di ritorno a casa dopo un viaggio in Spagna. Ritorno si, ma a Madrid, la mia seconda casa:
stanotte tornerò a Casa del Sol, dormirò nella mia stanza e abbracierò il miei chicos.
Parlerò fino a notte tarda con i miei colleghi e amici di lavoro….Le mie cinque volontarie!E poi lui….
Tutto ciò che ho costruito durante quest’anno farà parte di un meraviglioso passato:
un’esperienza unica che s’è incisa indelebilmente nel mio cuore.
Ciò che invece riceverò al mio ritorno saranno abbracci si, ma quelli legati alla mia vita prima.

La mia famiglia, i miei amici.
Sembra passata un’eternità.
La mente penzola tra due mondi totalmente diversi.
Sono due Aurora simili, ma totalmente diverse allo stesso tempo.
Un anno.
E non ci credo.
E non voglio crederci.
E non riesco a capire come mi sento.
Non capisco se sono triste, se sono felice, se sono spaventata o eccitata. Certo è che non me ne sto rendendo conto, e forse non voglio farlo ancora.
Forse sono tutte le cose contemporaneamente.

Un anno.
Madrid.
Questo il mio chiodo fisso.
Non riesco a realizzare.

Quanto tempo ho passato cercando di immaginarmi questo momento: la sola certezza consiste nel fatto che una volta arrivata, mi ritroverò immersa
d’amore e d’abbracci, quizás también de lagrimas de felicidad o de tristeza.

Poco a poco,mi avvicino sempre di più al fatidico momento. Un momento aspettato con ansia, un momento che desideravo arrivasse e non volevo vivere contemporaneamente.
Eppure: eccomi qui!
Pronta a iniziare un nuovo capitolo della mia vita, al fianco della mia migliore amica e compañera: me stessa.
Il cuore inizia a latir, mentre cerco di mirare attraverso il buco della serratura di questo futuro incerto, ma sicuramente ricco e pieno di sorprese.
Non è facile rendersi conto che una parte della tua vita è arrivata al suo termine.
È eccitante sapere che sia cosí.
È eccitante sapere che un’altra si apre.
Porque la vida no es algo cuadriculado. La vida es algo circular, en continuo movimento, cambia continuamente de forma, y quedarse parado es algo
muy peligroso.
He esperado mucho.
Y será muy bonito ver como mi amor por mi familia seguramente no ha cambiado para nada.
O, mejor dicho, ha cambiado de forma, pero sigue siendo siempre una certeza….
¿cuánto he
aprendido?

Ni siquiera lo sé y ni siquiera sería capáz de cuantificarlo.
Sin embargo,
una sola frase racchiude in se tutto: HO IMPARATO A AMARE LA VITA.
A non avere paura del futuro, di ció che potrebbe succedere.
Non ho paura al cambio di forma delle cose.

Non ho paura a rischiare.

Non mi blocco dinnanzi alla gente che non conosco.

Ci sono io e la mia vita: una vita che voglio condividere con la gente. Voglio viverla “a lo bestia”.
Voglio godermela quanto più possibile.

Ho imparato quanto sia importante per me imparare. Quante cose ci sono da scoprire.

Sono pronta!
Proprio adesso che il treno rallenta, e mi presenta davanti una nuova vita.

Una nuova Aurora.

Un nuovo amore per il cosmo!

16 aprile 2015
Ogni tanto ci vuole anche questo: ritornare indietro con la memoria, riassaporare momenti passati che credevi perduti, immergerti in un “io” che non è più lo stesso di oggi; eppure notare come esso faccia ancora parte di te;
come esso t’abbia fatto arrivare dove sei oggi, t’abbia fatto diventare chi sei.

Nel farlo ovviamente emerge nell’animo un sapore dolceamaro: è come se, guardandoti allo specchio vedessi riflesso l’aspetto che avevi quando eri bambino invece di quello attuale….

Riguardare foto, video, ritrovarsi immersi nel mondo dei ricordi ha sempre un suo perché.

Ormai sono passati due anni e mezzo dalla mia partenza verso Madrid; dalla mia scoperta di me stessa e di un mondo allora inesplorato.
Ricordo d’aver preso armi e bagagli senza alcun tipo di aspettativa, se non la voglia di conoscere e vivere al massimo quando mi si sarebbe presentato dinnanzi.

Ricordo la paura mista eccitazione provata nel prender l’aereo per la prima volta, sapendo che il ritorno si sarebbe fatto attendere per parecchi mesi;  il ritrovarmi con sconosciuti che parlavano una lingua diversa dalla mia;
ricordo il senso di reale solitudine provato dopo il primo mese, la consapevolezza di non aver parenti o amici ben consolidati al mio fianco nei momenti di crisi; ma ricordo poi quanto tutto ciò m’abbia fortificato. Sono profondamente convinta infatti che da ogni esperienza si possa carpire qualcosa di buono, e, forse, proprio da un’iniziale emozione o esperienza negativa, si sprigioni poi una felicità maggiore di prima, una capacità di affrontare le difficoltà con occhi nuovi ed una grinta che prima non t’apparteneva pienamente.

Son certa del fatto che è proprio grazie a quell’iniziale sentirmi spaesata e sola che ho potuto vivere nella gioia e nella scoperta, assaporare a pieni
polmoni e con tutta l’anima quell’anno intenso e meraviglioso; quell’anno di apertura verso il mondo, di divertimento e di apprendimento senza pari.

Incontrare una cultura diversa credo sia sempre emozionante, e so che se non avessi avuto la fortuna di fare uno SVE non avrei mai scelto il mio percorso universitario attuale, ossia Lingue e Letterature Straniere. O, se mai l’avessi fatto, non sarebbe stato con la stessa voglia di scoprire due lingue a me sconosciute quali il francese e il tedesco e con la consapevolezza che il mio destino è legato al viaggiare, al conoscere nuovi luoghi.

Lo posso dire senza alcun dubbio: lo SVE m’ha cambiato la vita, m’ha aperto orizzonti che non credevo possibili.

Ora sono qui, e ne ho fatto di strada.

Ormai son passati già due anni e mezzo dalla mia partenza verso Madrid, eppure lo SVE continua a stimolarmi nel mio modo di approcciarmi alla vita: perché dopo un’esperienza simile si cambiano occhi, si ha voglia di mettersi sempre in gioco…. Pertanto, nonostante sia tornata a casa da oltre un anno e mezzo,  è come se continuassi a vivere almeno in parte ciò che per me esso ha rappresentato, significato, ossia la voglia di vivere e di conoscere.